Come disciplinare tuo figlio

Quando tuo figlio fa qualcosa veramente inaccettabile – e tu sai per certo che l’ha fatto apposta o se ha cominciato a comportarsi regolarmente in modo sbagliato, è importante che tu prenda una posizione per supportare con fermezza e giusto controllo le regole stabilite. Parlerò di tecniche di correzione adatte a bambini che hanno compiuto i due anni e mezzo di età. A meno che tuo figlio non sia particolarmente avanti per la sua età, questo è il primo momento della sua vita in cui puoi permetterti di utilizzare questi metodi disciplinari per assicurarti dei risultati. Prima di questa età, la mente del bambino non è sufficientemente sviluppata da comprendere cosa si cerca di insegnare.

La ragione principale del cattivo comportamento nei bambini tra i due e i cinque anno di età è quello mirato ad attirare attenzione per ottenere una reazione. La seconda ragione è la gelosia che, in modo un po’ strano, porta allo stesso risultato. I bambini piccoli fanno tutto ciò che è in loro potere per assicurarsi di essere costantemente al centro dell’attenzione. L’arrivo di un neonato in famiglia porta ad un’improvvisa competizione per l’ottenimento dell’attenzione.

Ci sono due cose importanti da ricordare per quanto riguarda l’applicazione di qualsiasi metodo di disciplina:

  1. Siate consistenti. Non cambiate le regole prestabilite. E’ fondamentale che entrambi i genitori mantengano lo stesso approccio e si sostengano a vicenda. Il bambino che viene disciplinato da un genitore, automaticamente si rivolgerà all’altro per cercare di ottenere una reazione diversa. La regola del poliziotto buono e poliziotto cattivo funziona nei telefilm ma l’incoerenza dei genitori rende impossibile una sana disciplina.
  2. Agire immediatamente. Non aspettare a confrontare quanto accaduto. I piccoli hanno una memoria molto breve. Se si lascia passare del tempo tra l’accaduto e la disciplina, i bambini potrebbero non essere in grado di associare la necessaria consequenzialità.

La tecnica del coinvolgimento

La Tecnica del Coinvolgimento è una delle mie preferite. Funziona molto bene con i piccoli e può dimostrarsi di grande aiuto quando c’è un problema di gelosia. Può servire anche a capovolgere la situazione in caso di capricci nel momento meno pratico, tipo al supermercato.

I bambini piccoli hanno bisogno di attenzione. Quando non ne ricevono a sufficienza cominciano a comportarsi in modo “strano”. Il problema è che in una giornata non ci sono abbastanza ore per dare a tuo figlio tutta l’attenzione che richiede e riuscire a fare anche tutto quello che deve essere fatto. Quando poi si hanno più due o più bambini, nell’impossibilità di clonarti devi trovare modi per aggirare il problema.

Non puoi aspettarti che il tuo piccolo continui a giocare da solo per tutto il tempo che tu fai il bucato, lavi i piatti o dai da mangiare al bebè. Puoi vederlo succedere una o due volte se il tuo piccolo è veramente preso dall’attività che sta svolgendo. Ma la realtà dei fatti è che non capiterà tutte le volte che vorresti, soprattutto se il primogenito non accetta molto volentieri il doverti dividere con un fratellino più piccolo.

La soluzione sta nel coinvolgere il tuo piccolo in quello che fai. Per i bambini di 2 e 3 anni, pulire, dividere, andare a prendere e portare oggetti non sono azioni noiose come potrebbero esserlo per bambini più grandi. Ai piccoli piace aiutare perché li fa sentire responsabili e aumenta il loro senso di sicurezza. Vedono il tutto come una sfida in cui possono riuscire.

Certo, devi chiedergli di fare cose che sai può svolgere da solo altrimenti non fari altro che aggiungere qualcos’altro alla frustrazione del tuo piccolo che deriva dal non sentirsi capace. E’ fondamentale che la tua richiesta non lo porti a sentirsi un fallimento. E anche se non ti aspetti che sappia caricare la lavastoviglie o passare l’aspirapolvere, ci sono tante cose che il tuo piccolo può fare con te. Chiedigli di tenere l’angolo del copri piumino quando cambi le lenzuola. Quando lavi la macchina, mettigli l’impermeabile e gli stivali per la pioggia e dagli una spugna e un piccolo secchio d’acqua. Quando lavi le verdure, mettilo sullo sgabello accanto a te e permettigli di lavare insieme a te. Accessori in scala sono molto apprezzati dai bambini. Che siano giocattoli o utensili veri in miniatura, spazzole e scope piacciono sempre ai piccoli. Svolgere le faccende potrebbe richiedere un po’ più tempo del solito e potrebbe richiedere un po’ più di pazienza ma alla fine saranno terminate e tuo figlio avrà beneficiato di tutta la tua attenzione.

Ancora più importante, quando devi occuparti di un fratellino piccolo, puoi smorzare la gelosia sul nascere coinvolgendo il tuo primogenito in quello che fai. Chiedergli di prendere l’asciugamano o il sapone al momento del bagnetto, oppure chiedergli di imboccare il bebè vuol dire tenere entrambi i bambini sott’occhio e dare ad entrambi l’attenzione che richiedono. Così riesci a “prendere due piccioni con una fava”!

La Tecnica del Coinvolgimento ti permette di continuare a tenere un occhio sul tuo piccolo parlandogli mentre fai le tue cose. E l’elogio resta sempre una parte importante di tutto questo. Ringrazia tuo figlio per i suoi sforzi, digli che sei contenta del suo lavoro e ricordagli che è stato di grande aiuto.

Strategie di distrazione

La capacità di sviluppare strategie di distrazione gioca un ruolo importante nel controllo del comportamento dei bambini. Per i bambini piccoli che raggiungono i tre anni, sono al massimo della loro impulsività e dello scarso autocontrollo. Anche le strategie di coinvolgimento in questo periodo della crescita funzionano bene. Se riesci ad intravedere l’arrivo di un problema e puoi farlo morire sul nascere, ti sarai risparmiata inutili e stancanti conflitti.

  • Assicurati che la casa sia sicura e libera da tentazioni. Perché sprecare tempo prezioso cercando di togliere oggetti fragili e preziosi dalle mani del tuo piccolino quando potresti semplicemente rimuoverli dalla scena?
  • Impara a riconoscere i momenti della giornata che sono più difficili da gestire e vedi se, nel cambiare la vostra routine, puoi migliorare le cose. Anticipare un pasto di mezz’ora è molto meglio che dover affrontare trenta minuti di capricci dovuti al calo degli zuccheri.
  • Scopri quali sono le attività che creano una quantità maggiore di resistenza. Se il tentativo di lavare i capelli di tuo figlio porta quotidianamente a esplosioni di tensione rovinando così l’ora del bagnetto, organizzati in un altro momento della giornata per tirare fuori lo shampoo. Resterà comunque un problema ma in questo modo sei in grado di scegliere quando affrontarlo.
  • Non ti aspettare che dopo una giornata piena di attività tuo figlio possa calmarsi immediatamente. Dopo un pomeriggio di corsa al parco non entrerà in casa per sedersi tranquillo all’istante.
  • Non mettere fretta a tuo figlio tra un’attività e l’altra. Avvisalo in modo chiaro per tempo ad intervalli regolari anticipandogli cosa sta per succedere così che abbia tempo per prepararsi.
  • Se c’è un giocattolo o un gioco che regolarmente porta ad un litigio, mettilo via per un po’. Non permettere che diventi la ragione della tensione quotidiana.
  • Non cercare la perfezione né aspettative troppo alte riguardo al comportamento di tuo figlio. Sappi cosa aspettarti ad ogni stadio del suo sviluppo.
  • Se vedi un problema all’orizzonte, prova a trovare qualcosa che distragga l’attenzione di tuo figlio. Indica e parla di qualcosa di interessante che sta succedendo fuori. “Oh, guarda quell’uccellino sull’albero, lo vedi? Cosa pensi che stia facendo?” Oppure invita tuo figlio ad aiutarti in una faccenda di casa. Sfrutta la sua breve capacità di concentrazione per dirottarla lontano dal problema.

Un breve ripasso sul come parlare a tuo figlio

  • Non urlare. Usa la voce autorevole quando si comporta male.
  • Elogialo quando si comporta bene.
  • Per quanto possibile, cerca di parlare tuo figlio in modo positivo. Invece di dirgli sempre cosa tu non vuoi che lui faccia, cerca di dire la stessa cosa in modo diverso. Invece di dire: “non toccare il divano con le mani sporche”, prova “laviamo le mani perché sono sporche. Dopo averle lavate puoi sederti sul divano e io ti leggo una storia”.
  • Non essere sgarbata gridandogli addosso. Otterrai solo resistenza immediata.
  • Non usare mai parole che feriscono e non etichettare tuo figlio. Metti bene in chiaro che è il comportamento sbagliato la cosa che non ti piace, non tuo figlio.
  • Sii sempre gentile.
  • Se tuo figlio ti risponde urlando, non fare lo stesso. Uno scontro urlato non ha mai un vincitore. Dì a tuo figlio di non parlare con te in quel modo.
  • Non confrontare tuo figlio con i suoi fratelli e non parlare mai di lui con un’altra persona quando sai che lui potrebbe sentire. Potrebbe sembrare che non stia ascoltando ma avrà preso ogni singola parola che hai detto.
  • Non offrire troppe possibilità di scelta ad un bambino piccolo.
  • Non mercanteggiare con tuo figlio quando fa i capricci.
  • Esagera nella tua comunicazione. Lascia che tuo figlio possa leggere il suo linguaggio non verbale. Sii allegra e giocosa nel modo in cui parli con tuo figlio.

La voce della ragione

Il tuo piccolo percepisce tanti segnali. Per certi versi la sua capacità di comprensione è limitata. Non è in grado di ragionare come un adulto ma è in grado di leggere tra le righe. Il tono della tua voce e il tuo linguaggio non verbale le diranno tutto. E, anche per i bambini più piccoli, le cui capacità linguistiche sono molto ridotte, il modo in cui costruirai la tua frase deciderà la sua reazione.

Puoi risparmiarti tanti problemi se sei attenta a come metti insieme le parole. Pensa bene prima di parlare. Se tu mercanteggi, lui farà lo stesso. Non implorare tuo figlio: semplicemente domanda e parla con chiarezza. Non puoi chiedere al tuo piccolo di rispondere in modo corretto se tu non domandi nel modo corretto. Usa sempre il “per favore”. Le buone maniere non costano nulla.

Sono sempre molto sorpresa nel vedere quante possibilità di scelta i genitori danno ai propri bambini. Un bambino di due anni e mezzo o tre non è assolutamente in grado si scegliere tra sei, otto, dieci opzioni. I bambini di quattro e cinque anni cominciano a capire come prendere decisioni semplici.

Alcuni genitori odiano l’idea di dover dire ai propri figli cosa fare. Pensano che questo li renda dei dittatori invece che gli amorevoli genitori che vogliono essere. Invece che dire al bambino cosa fare gli offrono tante possibilità di scelta sperando che il loro piccolo possa vedere questo come un atto di amore.

In altre occasioni, le scelte vengono offerte come ultima chance nel tentativo di interrompere un capriccio. Immagina quando tuo figlio fa storie perché non vuole essere vestito. Tu pensi che la sua reazione sia dovuta al fatto che non vuole indossare i pantaloni blu. E così cominci a proporgli altre possibilità per tenerlo felice. “Vuoi mettere quelli verdi? No? E quelli rossi?” Gli proponi l’intero guardaroba e sei ancora in alto mare e lui ancora non ha i pantaloni addosso.

Non offrire possibilità di scelta non significa però essere sgarbata, urlandogli cosa fare come un maresciallo. Puoi comunicare lo stesso messaggio se parli a tuo figlio in modo chiaro, rendendolo partecipe e elogiandolo. “Mettiti le calze per favore. Tirale su, bravo. Perfetto. Ora ci mettiamo le scarpe”.

Mercanteggiare è sbagliato tanto quanto offrire troppe scelte.
Facciamo un esempio:

  • Tu gli dici di mangiare CINQUE cucchiaiate di pranzo e poi potrà avere un biscotto.
  • Lui ne mangia uno e ti chiede il biscotto.
  • Sembra funzionare ma tu non hai tutta la giornata. Gli dici che se mangia ancora TRE cucchiaiate potrà avere il biscotto.
  • Lui ti risponde che vuole subito il biscotto.
  • Sai bene come finirà ma non vuoi dargliela vinta. Gli dici che può avere il biscotto dopo aver mangiato altri DUE cucchiaiate di cibo. Prendi il cucchiaio e glielo avvicini alla bocca. Lui sbatte via il cucchiaio e fa i capricci per avere il biscotto.
  • Gli dici che non può avere il biscotto se non mangia almeno UN cucchiaio di cibo.
  • Lui comincia ad urlare arrabbiato.
  • Tu gli dai il biscotto.
  • Lui ha vinto. Lui ha mangiato esattamente UN cucchiaio di cibo e il biscotto. E ora vuole un altro biscotto.

I bambini piccoli vincono sempre battaglie come queste perché non sanno cosa vuol dire mercanteggiare né mantenere una promessa.

Quello che gli proponi come premio rappresenta una tentazione troppo forte e lui farà di tutto per averlo subito. E quello che tu vedi come un mercanteggiare, lui lo vede semplicemente come un gioco in cui le regole continuano a cambiare e, come tutti sanno, se le regole cambiano non sono regole e allora non bisogna necessariamente seguirle…

Usare parole di approvazione

Quand’è l’ultima volta che hai lodato tuo figlio? Quand’è l’ultima volta che lo hai apprezzato verbalmente? Sono passati trenta minuti e lui non è corso dietro al gatto né ha dato fastidio a suo fratello. Ha mangiato il suo pranzo (o almeno la maggior parte!) o si è lasciato allacciare la cintura di sicurezza senza fare storie. Per un bambino piccolo, mezz’ora senza combinare guai è un tempo lunghissimo. Se non ricordi di marcare questi momenti di buon comportamento con una parola di apprezzamento, penserà che tu non te ne sei accorta.

Magari si è comportato come un angioletto e tu non hai detto niente. Allora cosa ci vuole per attirare la tua attenzione? E se rincorresse il gatto? O se buttasse la scodella del cibo sul pavimento? Quando il comportarsi bene non porta a ricevere attenzione, tuo figlio cercherà di fare quello che sa “funzionare meglio”.

Non essere avaro con gli elogi. Elogiare un bambino per il suo buon comportamento non lo renderà egocentrico o viziato. E comportarsi bene non vuol dire per forza fare grandi cose. Potrebbe semplicemente essere l’assenza di un cattivo comportamento. Molti genitori guardano i propri figli, vedono che si comportano bene e pensano: “Meno male che non stanno combinando guai. Almeno ho tempo di fare le mie cose”. E poi se ne vanno. Quello che spesso dimenticano i fare è comunicare ai figli che hanno notato il buon comportamento e che lo hanno apprezzato.

Una delle occasioni in cui l’elogio è spesso dimenticato è quando un bambino si comporta bene e gli altri no. E’ difficile notare il buon comportamento quando nella stanza c’è un piccolo tornado che cerca di avere tutta la tua attenzione. E’ vero che devi affrontare il comportamento sbagliato ma non devi dimenticarti di fare nota e lodare il bambino che in silenzio continua a fare le sue cose.

Il sottolineare in modo positivo le cose è una parte essenziale della disciplina. Cerchi di guidare tuo figlio nella direzione del buon comportamento usando l’elogio e l’incoraggiamento, lo guidi lontano dal comportamento che non ti piace mettendo bene in chiaro i limiti.

La voce autorevole è una voce bassa, ferma e controllata. La voce dell’approvazione è il contrario. Istintivamente molti genitori parlano ai loro figli utilizzando toni alti. Proprio questo è il tipo di voce che dovresti usare per l’elogio. Una voce dal tono alto ed entusiasta. Ricorda, il tono comunica il piacere. Se vuoi, puoi anche battere le mani, fare una capriola e saltare.

“Bravo! Hai mangiato il tuo pranzo!”. Poi spiega come ti senti: “la mamma è molto contenta!”
Rassicuralo e dagli un abbraccio. “Come è bello vederti giocare tranquillo!”
“Ottimo lavoro! Sei stato proprio di grande aiuto.”

La voce autorevole

Quando tuo figlio ha fatto qualcosa di sbagliato, è importante che comunichi l’accaduto con una voce autorevole.

  • Vai da tuo figlio. Non urlare dall’altra parte della stanza.
  • Abbassati in modo da arrivare alla sua altezza e non intimidirlo con la tua statura. Accucciati in ginocchio in modo da poterlo guardare negli occhi. Non gli stai dando delle istruzioni dall’alto che il piccolo può far finta di ignorare.
  • Tieni tuo figlio per le braccia in modo che non possa correre via o interrompere il contatto visivo. Se si volta chiedigli gentilmente di guardarti negli occhi.
  • Non aggredirlo verbalmente e non digrignare i denti!
  • Utilizza un tono di voce basso, fermo e autorevole. Non deve essere un tono arrabbiato, né minaccioso, non sminuente né pronto al compromesso. E’ un tono di voce che permette a tuo figlio di capire che stai facendo sul serio. E comunica il tuo disappunto.
  • Con calma e chiarezza dì a tuo figlio che ciò che ha fatto è sbagliato. “Non è giusto picchiare. Non si picchiano gli altri e io non voglio che tu lo faccia.”

Qualche volta, miracolosamente, questo è tutto quello che vi vuole perché tuo figlio cambi il suo modo di comportarsi. I piccoli sono esperti nel captare messaggi non verbali. Una voce dal tono basso e deciso e una comunicazione del corpo coerente potrebbero essere sufficienti per far sì che il messaggio venga ben compreso.

Quello che viene comunicato da una voce autorevole è che ci sono dei limiti che il bambino non deve oltrepassare. E serve anche a distinguere l’errato comportamento dal bambino stesso. Questa è una cosa importantissima da fare – non etichettare tuo figlio. Il punto non è arrabbiarti in modo da fargli pensare di essere stupido o in modo da terrorizzarlo. Serve invece mettere bene in chiaro che quello che ha fatto è sbagliato e la cosa non ti ha fatto piacere.

Essere autorevoli non viene spontaneo a tutti. Alcuni genitori devono lavorare sulla propria auto-stima per potersi presentare in modo sicuro davanti ai figli. Se sei insicuro, stai certo che tuo figlio lo coglierà nella tua voce. Se necessario, fai esercizio davanti allo specchio.

Come parlare a tuo figlio

Tu hai avuto una giornataccia. Tuo figlio ti ha fatto disperare e ora corre come un matto per il salotto. “Smettila!” gli dici. Ma tuo figlio non ti ascolta. “Smettila subito! No, non toccarlo!” Le tue parole non hanno alcun effetto. “Hai sentito cosa ho detto? Smettila SUBITO!”

Smettila! Smettila! Smettila! Non toccare! Non toccare! Non toccare! Urlare in questo modo a tuo figlio comunica una sola cosa: il fatto che non sai dove sbattere la testa. Se tuo figlio ha cercato di attirare la tua attenzione con il suo comportamento fastidioso, a questo punto avrà capito che ha ottenuto esattamente quello che voleva.

Gridare continuamente a tuo figlio non migliorerà il suo comportamento. E’ molto più frustrante per entrambi di quanto non sia disciplinarlo in modo corretto e, soprattutto, rende la tensione veramente difficile da contenere. Chi è che perde la pazienza poi?
Diamo un’occhiata all’altro estremo. Diciamo che sei il tipo di genitore che si vanta di non essere quello che perde il controllo. Tu dici: “per favore non farlo” e sorridi.

Ma comunque non succede niente.

Il primo passo per imparare come disciplinare tuo figlio è quello di imparare come comunicare con lui.

ESAGERA

Quando parli ai bambini, la loro attenzione non è catturata solo dalle parole che usi. Di fatti, l’uso di parole lunghe e complicate fa sì che quello che sentono entri da un orecchio ed esca dall’altro. I bambini reagiscono alla comunicazione a tutti i livelli: il tono della tua voce e il tuo linguaggio del corpo, che tu sia insicura, stressata o ansiosa. Hanno delle antenne incredibili. Qualche volta penso che abbiano un sesto senso di cui noi adulti ci siamo completamente dimenticati.

Esagera quanto parli con loro. Esagera la tua espressione. E’ un po’ come recitare. Molti genitori lo fanno istintivamente, senza pensarci. Altri, però, si sentono imbarazzati e sciocchi. Lasciati andare – sii sicura di te stessa e pronta a rimetterti in gioco quando parli con tuo figlio e quando rispondi a quello che lui ti dice. Parlare di te in terza persona qualche volta aiuta a controllare la tensione del momento.

Trovare il giusto approccio

Ogni bambino ha una personalità a sé. Ci sono i bambini vivaci che non dormono tanto e che sono attirati da tutto quello che accade intorno a loro. Poi ci sono i bambini più tranquilli e ancora ci sono quelli dal carattere molto forte. Non è possibile prevedere come sarà il nostro bambino ma tu puoi adattare i tuoi modi di fare in modo da poter meglio gestire la personcina che ora fa parte della tua vita. Alcuni non avranno bisogno di particolare fermezza come altri. Una cosa importante da ricordare è che applicare disciplina non significa calpestare la personalità di tuo figlio, spezzare il suo spirito o cercare di farlo diventare qualcuno che non è. Tutto gira intorno al concetto di permettere ai bambini di essere loro stessi pur mantenendo i limiti del comportamento accettabile.

Funziona meglio se ti senti a tuo agio con il metodo di disciplina che scegli di applicare. Se sei uno di quei genitori che ha difficoltà a prendere una posizione, questo non vuol dire che devi rinunciare alla disciplina! Parleremo più avanti di diverse tecniche disciplinari e troverai che alcune funzionano per te meglio di altre. Non gettare la spugna se all’inizio una tecnica sembra un po’ innaturale. Essere genitore qualche volta vuol dire imparare a recitare una parte. Con l’esercizio vedrai che tutto diventa più facile.

AMORE E RISPETTO

Una cosa importante da comprendere è che disciplinare tuo figlio non vuol dire che ti amerà di meno. Alcuni pensano che disciplinare significhi punire in modo severo. Disciplinare tuo figlio al contrario vuol idre insegnargli come comportarsi dandogli dei limiti. Vuol dire tanto elogio ed incoraggiamento quanto un controllo fermo e giusto.

Anche nelle famiglie in cui c’è tanto amore, non sempre c’è altrettanto rispetto. Se un bambino non rispetta i propri genitori o i propri fratelli, è possibile che si comporterà allo stesso modo anche in altre situazioni – quando si incontra con altri bambini o quando comincia la scuola – con dei risultati potenzialmente esplosivi. In una buona relazione genitore-figlio c’è amore e rispetto da ambo i lati.