Siamo pronti!

Eccoci di “ritorno” dall’esperienza delle lezioni a distanza. Insieme a tutti i nostri allievi abbiamo sicuramente allargato i nostri orizzonti ed imparato tante cose nuove. Ma non potremmo essere più felici di aver ripreso, da qualche giorno, le nostre lezioni private e siamo contentissimi di essere impegnati nel preparare gli ultimi dettagli per le colonie estive a cui prenderemo parte per l’insegnamento della lingua inglese. 🙂

A settembre poi contiamo di avere un calendario pieno di attività in diverse scuole elementari. Perciò, genitori, se desiderate avere un corso di inglese al pomeriggio presso la vostra scuola, contattateci quanto prima per organizzare giorni e gruppi!

E non dimenticate di seguirci sulla nostra pagina FB – Kids’ Klub Lugano – dove troverete caricati anche alcuni brevi video delle nostre spensierate lezioni. (Y)

“Home learning” – da oggi lezioni da casa.

Visto l’evolversi della situazione sanitaria del momento, tutte le nostre lezioni sono state riprogrammate via web. Per i più piccoli, pagine personalizzate di attività sul portale che abbiamo già cominciato ad usare insieme negli scorsi giorni.

Per i più grandi, lezioni in tempo reale via Skype con il proprio tutor, per usare al meglio la risorsa tempo – per qualche giorno a nostra totale disposizione – e non perdere il regolare ritmo dello studio.

Buon lavoro a tutti! Nessuna descrizione della foto disponibile.

Il Kids’ Klub approda anche alle scuola elementari

A partire dal 6 marzo gli allievi del secondo ciclo della scuola elementare di Lamone avranno l’opportunità di partecipare ad un programma speciale di inglese tutti i lunedì pomeriggio. Ci sembra una splendida opportunità per introdurre un sempre crescente numero di bambini e ragazzi all’apprendimento delle lingue e il nostro motto rimane sempre “… imparare divertendosi!”

La squadra è al completo!

E finalmente ecco i nomi degli insegnanti che compongono il nostro splendido team:

PER LE LINGUE:

  • inglese: Chris Pightling, Daniela Fontana, Neela Raffaelli, Paul Townson, Shannah Bernasconi, Alessia Ciuchi
  • francese: Sara Gamper, Chris Pightling
  • tedesco: Heleni Ravi
  • cinese: Gao Cong
  • spagnolo: Ana Traba de la Gandara
  • italiano per stranieri: Daniela Fontana, Emily Forlin

PER LA MUSICA:

  • violino: Melinda Nemes, Stella Cattaneo, Eulalia Garcia
  • pianoforte: Silvia Cattaneo, Angelo Maria Orsini, Ferenc Nemes
  • chitarra: Fabio Selvini
  • voce: Belù Iglesias
  • coro: Silvia Cattaneo (gospel), Darren Hargan (opera)

PER L’ARTE:

  • pittura e disegno: Ana Traba de la Gandara

PER L’HIP HOP:

  • Shannah Bernasconi

PER IL SOSTEGNO ALLO STUDIO:

  • matematica: Alessia Callegari
  • tedesco: Heleni Ravi

welcome

Lezioni d’arte e voce

Sono confermate per settembre i corsi di pittura e voce. Rispettivamente da Madrid la prima e Buenos Aires la seconda, le insegnanti accompagneranno gli allievi alla scoperta dell’arte nelle sue molteplici versioni per scoprire insieme la bellezza di esprimere con colori e note le proprie emozioni.

100 allievi!

Incredibile ma vero …. grazie alla preziosa collaborazione di splendidi insegnanti e alle numerose famiglie che hanno scelto di affidarci i loro figli per l’apprendimento delle lingua, della musica, dell’arte e dell’assistenza allo studio abbiamo raggiunto l’entusiasmante numero di 100 allievi. Se continuiamo a crescere così per l’anno prossimo dovremo trovare una seconda sede … GRAZIE A TUTTI!

Supertata - Tel 078 6636975 - www.supertata.ch

Cara Mamma, caro Papà, cara Amica, caro Amico,

Cari Mamma, caro Papà, cara Amica, caro Amico,

prima di presentarmi vorrei menzionare che grande ispirazione ho tratto da una vera “SuperNanny”, Jo Frost. Lei è stata capace di mettere in parole quelli che spesso erano i miei pensieri ma che io stessa avevo difficoltà a districare.

In ciò che leggerai qui, non troverai nessuna tecnica che ferirà i bambini in alcun modo – fisico, psichico o emotivo. Quello che troverai è un po’ di buon senso applicato alle sfide quotidiane e ai problemi che la maggior parte dei genitori di bimbi sotto i cinque anni si trova ad affrontare durante la settimana. Non ho inventato io queste tecniche e credo che nessuno possa in tutta verità dire di averle inventate dal nulla.

In effetti quello che ho fatto è stato seguire il mio istinto, osservare genitori e bambini e vedere cosa funzionava e cosa no.

Non mi sono svegliata una mattina pensando di fare la tata. E’ semplicemente successo. Però, se mi fermo a riflettere, il mio primo lavoro da adolescente è stato occuparmi di un bambino di due anni. Così, non mi sorprende di essere finita a lavorare con i bambini.

Mi piace incontrare persone diverse e amo i bambini. I miei genitori potrebbero dirvi che da piccola ero una di poche parole – beh, per certi versi (e solo per certi versi!) credo di non essere cambiata poi tanto. Da ragazzina ho fatto spesso la baby­sitter, poi ho cominciato a fare la tata part­time. Dopo 3 anni come tata part­time di una famiglia australiana, ho firmato il mio primo contratto come “nanny” (la vera e propria tata inglese) e governante.

Dopo diversi anni, l’esperienza maturata è tornata davvero utile. Sono stata una tata presso la stessa famiglia per brevi periodi di tempo, tata per lunghi periodi e anche tata per le emergenze. Ho abitato con le famiglie, sono andata in vacanza con loro ed ho anche traslocato con loro. Mi sono occupata di bambini dai pochi mesi ai 12 anni.

Molte persone che mi hanno incontrata hanno evidenziato il problema che io non fossi un genitore in prima persona. Questo è vero. Non sono neanche un pediatra, o uno psicologo infantile. Non ho alcuna preparazione accademica per fare quello che faccio. E questo mi mette più o meno nella stessa posizione di molti genitori senza che ci sia l’intenso attaccamento emotivo (eppure anche noi tate abbiamo dei sentimenti!).

La grande differenza è che io ho anni di esperienza nell’occuparmi di tanti tipi di bambini e non è la prima volta che vengo confrontata con questo tipo di sfide. Ho lavorato con bambini disabili, con bambini che stavano mettendo i denti ed altri che imparavano ad usare il vasino. Mi sono occupata di capricci e del primo giorno di scuola. Per tutto il tempo, ho osservato il comportamento, ho ascoltato altre persone parlare su temi relativi i bambini e, soprattutto, ho seguito il mio istinto.

Molto presto mi sono resa conto che fare la tata non vuol dire semplicemente occuparsi dei bambini per quel che riguarda i loro bisogno primari. In un certo modo, si diventa il ponte tra il bambino e i genitori. Essere tata ti mette nella posizione di osservare come funziona una famiglia. Osservare come tutto è collegato è una dinamica che mi affascina sempre. Se ti trovi in una posizione oggettiva è facile vederlo senza alcuna pressione sulle corde del cuore. Il problema è che, quando i genitori si trovano in difficoltà, sono troppo coinvolti emotivamente per riuscire a vedere il quadro completo della situazione.

Così, ora, mi piacerebbe aiutare i genitori a fare un passo indietro e ad osservare l’intera scena. Non credo che ci siano dei bambini “cattivi”. Penso che ogni bambino abbia il potenziale di comportarsi come ci si aspetta. Bambini felici, rilassati che hanno le loro caratteristiche individuali ma che sanno bene dove sono i limiti. Tutto quello che ho visto e sperimentato mi convince del fatto che i bambini hanno bisogno di limiti. E, per mantenere questi limiti al loro posto, ci vuole disciplina. Disciplina non vuol dire punizioni dure. In effetti, una grande parte la gioca l’elogio. Significa però stabilire delle regole e supportarle con un controllo fermo ed equilibrato.

Molti genitori trovano difficile disciplinare i propri figli. Potrebbe darsi che temano che il piccolo non li ami più. Il risultato è che lasciano che i loro figli prendano il sopravvento mentre non sono ancora equipaggiati per farlo. E quando sei un bambino, avere il controllo è qualcosa che confonde e rende infelici. Immagina cosa vuol dire trovarti in una situazione per la quale non sei stato preparato e non hai alcuna idea su quello che va fatto. Ecco, è proprio così che si sentono i bambini quando viene lasciato loro il controllo in una situazione che psicologicamente non sono in grado di affrontare.

Io sono stata cresciuta in modo sereno e amorevole. Sono stata benedetta da genitori che hanno incoraggiato il mio senso di auto­stima e che hanno sempre mantenuto la parola data. Mia mamma è stata un’ispirazione. Mi ha insegnato così tanto senza che neanche me ne accorgessi. Mio padre mi ha fatto sentire sicura – lui era sempre lì pronto ad occuparsi di me. Se ero preoccupata per qualcosa, ne parlavamo e mi rassicuravano che le cose si sarebbero sistemate. Allo stesso tempo, però, i miei genitori hanno insistito sull’importanza di ottenere sempre buoni risultati, sul rispetto e sulle buone maniere sia tra di noi che con gli altri. Eppure ho passato un’infanzia da vera bambina: mi sono sporcata e mi sono sempre divertita con gli altri bambini senza dovermi preoccupare del peso del mondo.

Fare i genitori oggi è cosa dura. La nostra società è cambiata. Quando ero bambina potevo giocare per ore fuori con i miei fratelli senza che i miei genitori fossero preoccupati. Dove abitavo, le chiavi di casa si lasciavano appese fuori dalla porta. Ora i genitori sono sempre agitati. Tutti i giorni sentiamo al telegiornale di quante situazioni pericolose circondino i bambini. E’ difficile sapere come comportarsi, eppure, sembra che fare il genitore sia diventato quasi competitivo. E’ difficile rilassarsi e confidare nel proprio istinto quando altri genitori ti ripetono continuamente quanto sono bravi e “avanti” i loro figli.

Nel passato, spesso c’erano i nonni o altri familiari che davano una mano e aiutavano con consigli e sostegno. Molti genitori  oggi non credono di avere questo tipo di supporto. Se poi entrambi i genitori lavorano, allora il livello di stress è maggiore. E quando poi è un genitore single ad occuparsi dei figli, la cosa è ancora più difficile.

Più scopri, più conosci, più ascolti, più ti fidi di te stesso e trovi il tuo modo di fare le cose.

Fidati. Come scegli di crescere i tuoi figli è la tua scelta – sta a te.

Crescere i tuoi figli sarà la cosa più importante che farai nella vita. Darai loro le fondamenta per la vita. E questo non deve per forza rappresentare una condanna. Fare il genitore dovrebbe essere una gioia.

Goditi i tuoi figli.

Come disciplinare tuo figlio

Quando tuo figlio fa qualcosa veramente inaccettabile – e tu sai per certo che l’ha fatto apposta o se ha cominciato a comportarsi regolarmente in modo sbagliato, è importante che tu prenda una posizione per supportare con fermezza e giusto controllo le regole stabilite. Parlerò di tecniche di correzione adatte a bambini che hanno compiuto i due anni e mezzo di età. A meno che tuo figlio non sia particolarmente avanti per la sua età, questo è il primo momento della sua vita in cui puoi permetterti di utilizzare questi metodi disciplinari per assicurarti dei risultati. Prima di questa età, la mente del bambino non è sufficientemente sviluppata da comprendere cosa si cerca di insegnare.

La ragione principale del cattivo comportamento nei bambini tra i due e i cinque anno di età è quello mirato ad attirare attenzione per ottenere una reazione. La seconda ragione è la gelosia che, in modo un po’ strano, porta allo stesso risultato. I bambini piccoli fanno tutto ciò che è in loro potere per assicurarsi di essere costantemente al centro dell’attenzione. L’arrivo di un neonato in famiglia porta ad un’improvvisa competizione per l’ottenimento dell’attenzione.

Ci sono due cose importanti da ricordare per quanto riguarda l’applicazione di qualsiasi metodo di disciplina:

  1. Siate consistenti. Non cambiate le regole prestabilite. E’ fondamentale che entrambi i genitori mantengano lo stesso approccio e si sostengano a vicenda. Il bambino che viene disciplinato da un genitore, automaticamente si rivolgerà all’altro per cercare di ottenere una reazione diversa. La regola del poliziotto buono e poliziotto cattivo funziona nei telefilm ma l’incoerenza dei genitori rende impossibile una sana disciplina.
  2. Agire immediatamente. Non aspettare a confrontare quanto accaduto. I piccoli hanno una memoria molto breve. Se si lascia passare del tempo tra l’accaduto e la disciplina, i bambini potrebbero non essere in grado di associare la necessaria consequenzialità.

La tecnica del coinvolgimento

La Tecnica del Coinvolgimento è una delle mie preferite. Funziona molto bene con i piccoli e può dimostrarsi di grande aiuto quando c’è un problema di gelosia. Può servire anche a capovolgere la situazione in caso di capricci nel momento meno pratico, tipo al supermercato.

I bambini piccoli hanno bisogno di attenzione. Quando non ne ricevono a sufficienza cominciano a comportarsi in modo “strano”. Il problema è che in una giornata non ci sono abbastanza ore per dare a tuo figlio tutta l’attenzione che richiede e riuscire a fare anche tutto quello che deve essere fatto. Quando poi si hanno più due o più bambini, nell’impossibilità di clonarti devi trovare modi per aggirare il problema.

Non puoi aspettarti che il tuo piccolo continui a giocare da solo per tutto il tempo che tu fai il bucato, lavi i piatti o dai da mangiare al bebè. Puoi vederlo succedere una o due volte se il tuo piccolo è veramente preso dall’attività che sta svolgendo. Ma la realtà dei fatti è che non capiterà tutte le volte che vorresti, soprattutto se il primogenito non accetta molto volentieri il doverti dividere con un fratellino più piccolo.

La soluzione sta nel coinvolgere il tuo piccolo in quello che fai. Per i bambini di 2 e 3 anni, pulire, dividere, andare a prendere e portare oggetti non sono azioni noiose come potrebbero esserlo per bambini più grandi. Ai piccoli piace aiutare perché li fa sentire responsabili e aumenta il loro senso di sicurezza. Vedono il tutto come una sfida in cui possono riuscire.

Certo, devi chiedergli di fare cose che sai può svolgere da solo altrimenti non fari altro che aggiungere qualcos’altro alla frustrazione del tuo piccolo che deriva dal non sentirsi capace. E’ fondamentale che la tua richiesta non lo porti a sentirsi un fallimento. E anche se non ti aspetti che sappia caricare la lavastoviglie o passare l’aspirapolvere, ci sono tante cose che il tuo piccolo può fare con te. Chiedigli di tenere l’angolo del copri piumino quando cambi le lenzuola. Quando lavi la macchina, mettigli l’impermeabile e gli stivali per la pioggia e dagli una spugna e un piccolo secchio d’acqua. Quando lavi le verdure, mettilo sullo sgabello accanto a te e permettigli di lavare insieme a te. Accessori in scala sono molto apprezzati dai bambini. Che siano giocattoli o utensili veri in miniatura, spazzole e scope piacciono sempre ai piccoli. Svolgere le faccende potrebbe richiedere un po’ più tempo del solito e potrebbe richiedere un po’ più di pazienza ma alla fine saranno terminate e tuo figlio avrà beneficiato di tutta la tua attenzione.

Ancora più importante, quando devi occuparti di un fratellino piccolo, puoi smorzare la gelosia sul nascere coinvolgendo il tuo primogenito in quello che fai. Chiedergli di prendere l’asciugamano o il sapone al momento del bagnetto, oppure chiedergli di imboccare il bebè vuol dire tenere entrambi i bambini sott’occhio e dare ad entrambi l’attenzione che richiedono. Così riesci a “prendere due piccioni con una fava”!

La Tecnica del Coinvolgimento ti permette di continuare a tenere un occhio sul tuo piccolo parlandogli mentre fai le tue cose. E l’elogio resta sempre una parte importante di tutto questo. Ringrazia tuo figlio per i suoi sforzi, digli che sei contenta del suo lavoro e ricordagli che è stato di grande aiuto.

Strategie di distrazione

La capacità di sviluppare strategie di distrazione gioca un ruolo importante nel controllo del comportamento dei bambini. Per i bambini piccoli che raggiungono i tre anni, sono al massimo della loro impulsività e dello scarso autocontrollo. Anche le strategie di coinvolgimento in questo periodo della crescita funzionano bene. Se riesci ad intravedere l’arrivo di un problema e puoi farlo morire sul nascere, ti sarai risparmiata inutili e stancanti conflitti.

  • Assicurati che la casa sia sicura e libera da tentazioni. Perché sprecare tempo prezioso cercando di togliere oggetti fragili e preziosi dalle mani del tuo piccolino quando potresti semplicemente rimuoverli dalla scena?
  • Impara a riconoscere i momenti della giornata che sono più difficili da gestire e vedi se, nel cambiare la vostra routine, puoi migliorare le cose. Anticipare un pasto di mezz’ora è molto meglio che dover affrontare trenta minuti di capricci dovuti al calo degli zuccheri.
  • Scopri quali sono le attività che creano una quantità maggiore di resistenza. Se il tentativo di lavare i capelli di tuo figlio porta quotidianamente a esplosioni di tensione rovinando così l’ora del bagnetto, organizzati in un altro momento della giornata per tirare fuori lo shampoo. Resterà comunque un problema ma in questo modo sei in grado di scegliere quando affrontarlo.
  • Non ti aspettare che dopo una giornata piena di attività tuo figlio possa calmarsi immediatamente. Dopo un pomeriggio di corsa al parco non entrerà in casa per sedersi tranquillo all’istante.
  • Non mettere fretta a tuo figlio tra un’attività e l’altra. Avvisalo in modo chiaro per tempo ad intervalli regolari anticipandogli cosa sta per succedere così che abbia tempo per prepararsi.
  • Se c’è un giocattolo o un gioco che regolarmente porta ad un litigio, mettilo via per un po’. Non permettere che diventi la ragione della tensione quotidiana.
  • Non cercare la perfezione né aspettative troppo alte riguardo al comportamento di tuo figlio. Sappi cosa aspettarti ad ogni stadio del suo sviluppo.
  • Se vedi un problema all’orizzonte, prova a trovare qualcosa che distragga l’attenzione di tuo figlio. Indica e parla di qualcosa di interessante che sta succedendo fuori. “Oh, guarda quell’uccellino sull’albero, lo vedi? Cosa pensi che stia facendo?” Oppure invita tuo figlio ad aiutarti in una faccenda di casa. Sfrutta la sua breve capacità di concentrazione per dirottarla lontano dal problema.